CASTELLO BARADELLO


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Il castello Baradello è situato al limite estremo della Spina Verde verso Sud-Est, in posizione elevata che permette un’ampia visione sia della convalle, sia della pianura, luogo strategico per il controllo del territorio.

Diverse sono state le strutture fortificate che si sono insediate nel tempo. Probabile castelliere preistorico (Tito Livio parla della resa di  28 “castella”) mantenne la sua funzione difensiva anche in epoca romana e bizantina, periodo a cui risale la cerchia muraria più interna.

Durante la guerra decennale tra Como e Milano (1118-1127), l’Anonimo Cumano  testimonia la ritirata di alcuni comaschi sul colle fortificato.

Nel 1158 Federico Barbarossa autorizzò la riedificazione e l’ampliamento del castello, in cui soggiornò  durante la campagna militare contro Milano.

Nel 1176, dopo la sconfitta di Legnano, l’imperatore donò alla Chiesa e al Comune di Como il castello, in riconoscimento della fedeltà dimostrata dai comaschi.

Il XIII secolo vide lo scontro fra i ghibellini Rusca (alleati dei Visconti) ed i guelfi Vitani (alleati dei Della Torre) per il controllo della città; quando prevalsero i Rusca, Napo Della Torre e parte della sua famiglia vennero rinchiusi in gabbie esposte alle pareti esterne del Baradello. Durante il periodo visconteo torre e cinta muraria vennero rialzati.

Tra il XV e il XVI secolo il castello entrò in un progressivo stato di abbandono che culminò nel 1527 quando gli spagnoli imposero lo smantellamento della fortificazione di cui venne conservata solo la torre.

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